Ultima modifica: 19 Novembre 2019
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Il diritto alla sicurezza. Incontro con la mamma di Vito Scafidi.

31 ottobre 2002. Un terremoto causa il crollo della scuola elementare di S. Giuliano di Puglia: perdono la vita 27 bambini e una maestra.

6 aprile 2009. Il sisma che colpisce L’Aquila rade al suolo una parte della Casa dello Studente: muoiono 8 studenti e la custode.

22 novembre 2008. È sufficiente una folata di forte vento che fa sbattere una finestra per provocare il crollo del controsoffitto dell’aula della 4G del Liceo Darwin di Rivoli: Vito Scafidi perde la vita a 17 anni, schiacciato da 200 chili di tubi di ghisa stoccati nel controsoffitto e lì lasciati da anni di mancata manutenzione ordinaria o interventi strutturali seri.Ma questa non è la storia di tragedie isolate o di fatalità: questa è la drammatica condizione di incuria e abbandono in cui versano centinaia di scuole pubbliche disseminate sul suolo italiano. Sono queste riflessioni ad aprire l’incontro con cui martedì 19 novembre l’Istituto Martinetti di Caluso ha anticipato la celebrazione della Giornata Nazionale della Sicurezza nelle scuole. Parla la mamma di Vito, Cinzia Caggiano, 11 anni dopo il 22 novembre 2008, giorno della tragedia: parla agli studenti riuniti in Aula Magna per questo momento di formazione e responsabilizzazione sull’importanza di costruire insieme una cultura della sicurezza, momento organizzato in collaborazione con l’Associazione ACMOS, qui rappresentata dalla studentessa Giulia Toffanin. La mano trema mentre stringe il microfono, ma la voce della signora Cinzia è ferma e lo sguardo intenso, nello sforzo di raccontare il proprio dolore e la propria determinazione a una platea di studenti raccolti in un silenzio assordante, che non lascia spazio a commenti semplicistici o inutili domande, interrotto soltanto da un applauso di sincera partecipazione.

La mamma di Vito parla del diritto degli studenti ad avere scuole belle, accoglienti e sicure; risveglia il senso civico dei ragazzi ricordando loro che non è normale avere paura di entrare in una scuola fatiscente, non è normale abituarsi a standard di sicurezza minimi o nulli, mentre sono proprio i giovani a dover intervenire per primi, come “antenne della sicurezza”, segnalando danni e anomalie, prendendosi cura dei locali scolastici, per se stessi e per chi verrà dopo di loro. “La scuola è un diritto e la vita pure”: è con questa convinzione che la mamma di Vito ha scelto di non restare chiusa nel proprio dolore, ha deciso di uscirne e lottare per ottenere giustizia e individuare i responsabili.

La Dirigente Scolastica dell’Istituto, Katia Milano, ha aperto l’incontro sottolineando le responsabilità che competono a ogni soggetto tenuto a garantire l’incolumità degli studenti e la sicurezza nelle scuole, sottolineando le difficoltà che, in misura maggiore o minore, tutti i dirigenti incontrano nel far sì che gli enti proprietari degli edifici, cui spettano gli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici, rispettino i loro obblighi.

E affinché ognuno possa fare la sua parte, la Fondazione “Benvenuti in Italia – Vito Scafidi” ha previsto due iniziative. In primo luogo il progetto Caro Vito ti scrivo…, che invita tutti gli studenti d’Italia a inviare all’indirizzo fondovitoscafidi@benvenutiinitalia.it testimonianze delle criticità in merito all’edilizia scolastica delle proprie aule, ma anche degli aspetti positivi, nonché a prendere consapevolezza dei comportamenti di bullismo o cyberbullismo, sempre più diffusi; le testimonianze più significative saranno indirizzate al MIUR e premiate. Inoltre, in occasione dell’anniversario del crollo al Liceo Darwin, il 22 novembre è stata organizzata una marcia studentesca a Rivoli con la partecipazione del Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità in merito al tema della sicurezza nell’edilizia scolastica. Gli studenti del Martinetti parteciperanno, testimoniando con la loro presenza quanto hanno sentito e appreso nell’incontro di stamane.

Se oggi si parla con maggiore sensibilità di cultura della sicurezza ed edilizia scolastica è anche a seguito di queste e altre tragedie, è grazie alla battaglia di coloro i quali non si arrendono al degrado in cui versano tanti, troppi edifici scolastici italiani, è per merito di quanti credono necessario battersi per il diritto di tutti ad avere scuole non solo sicure, ma anche belle e innovative.

Savoia S.

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